L’inchiostro del Cielo

MORO – MONOGRAFIA ASTROLOGICA DI UNA MORTE COLLETTIVA

 

 

Aldo Moro, un nome che dovrebbe risuonare come un boato, nelle coscienze di ognuno di noi, e che invece si affievolisce sempre di più in un sussurro, in una riduzione ai minimi termini della dimenticanza storica, del comodo accantonamento di un imbarazzante ricordo che alla luce dei cruenti eventi che hanno costellato la storia della nostra repubblica, soprattutto in quel periodo così artatamente organizzato e definito con l’appellativo terribilmente saturnino di anni di piombo – e il piombo è metallo di saturno – sempre più sparisce nel dimenticatoio della storia, perché troppo recente per esserne riconosciuto come tale, e troppo passata per godere di una menzione. A proposito di Saturno e degli anni di piombo, sono gli anni che vedono il passaggio di Saturno nel suo segno di esilio del Leone. Piombo Saturno e Fuoco Leone.

Ebbene, da quel momento in poi, non siamo più stati gli stessi. Come nazione, come popolo, come sovranità, come identità storica, come libertà ed indipendenza. Dopo di questo, l’Italia cessa di esistere definitivamente, se mai prima sia davvero esistita, dove il prima corrisponde alla Pace di Versailles… poi Ialta…

Moro, l’evento Moro, segna l’annunciato inizio della fine di uno stato che a causa di scelte scellerate operate da un passato nefasto e nero, viene agguinzagliato da potentati tremendamente feroci e privi di scrupoli, e condotto alla corda come un mansueto barboncino. Moro è l’ultima volta che l’Italia ha alzato la testa. E ce l’hanno fatta abbassare subito e a suon di bombe e di pallottole.

Voglio dedicare a questo personaggio, a questo uomo, a questa vicenda, una breve monografia astrologica, perché il cielo serve anche (o soprattutto?) a ricordare.

Aldo Moro nasce a Maglie, nel Salento, il 23 settembre 1916, quindi nel giorno dell’Equinozio d’Autunno, e questo è un dato importante.

Nel numero 0 di Zodiaco del 1978 c’è una interessantissima lettura astrologica ad opera di Armando Billi, il quale rettifica l’ora di nascita anticipandola di una decina di minuti. Ci accordiamo a questa rettifica perché come vedremo alcune progressioni (degli assi o sugli assi) acquisiscono più esattezza. Altre, come per esempio la retrogradazione di Mercurio, della quale ci occuperemo principalmente perché particolarmente esatta, funzionano anche senza bisogno di rettifica perché ininfluente.

Carta di Aldo Moro

Andiamo allora a guardare i valori principali di questo cielo: Sole sull’ultimo grado della Vergine, in grado critico o anaretico, che vuol dire distruttivo e sulla cuspide della XII, la Casa delle reclusioni, Mercurio in XII anche lui, il quale, sebbene nei gradi cosiddetti morti – e quindi secondo la teoria dovrebbe principalmente funzionare come pianeta in prima – per mia esperienza lo intendo in entrambe le case, e nello specifico del tema di Moro, data la retrogradazione, ovvero dato che il pianeta si allontana dall’ascendente, lo intendo con una forte preponderanza verso la XII. Vedremo come, nelle direzioni, questo pianeta abbia in effetti agito come un pianeta rapitore e carceriere. Teniamo presente che in questo cielo Mercurio dispone del Sole, ovvero è Maestro del segno solare, un Mercurio molto importante quindi.

Saturno, l l’austero e grigio, al Medio Cielo, potentemente congiunto, e Nettuno, il sacrificio. Uno dei significati del Medio Cielo è quello di memoria postuma. Quindi un triste e nefasto ricordo (Saturno) di un uomo che si è sacrificato (Nettuno) per le istituzioni e per lo stato (Medio Cielo). Inoltre, Medio Cielo come fama postuma e Saturno come piombo, il martirio di Aldo Moro è uno dei simboli primari di questo periodo, degli anni di piombo. I metalli alchemici sono importantissimi e rimando alle mie ricerche a riguardo, video e libro. Saturno come austero e grigio è perfettamente riconducibile al personaggio, considerando il MC nella sua accezione di reputazione: una persona seria. Sicuramente anche ludico, con quei valori lunari e venusiani in Leone, ma nella sua attività professionale, nella sua reputazione, lo ripeto, una persona seria. Non l’avremmo mai trovato al Papeete o ad Arcore circondato di donnette dai dubbi costumi. Ma erano altri tempi, tempi in cui la serietà era un valore da difendere orgogliosamente.

Al M.C. troviamo appunto i due pianeti femminili, ovvero il luminare notturno, la Luna, e Venere. La moglie Eleonora e la figlia, Maria Fida, le quali avranno un forte ruolo nel sostenere il ricordo di Aldo, e nel tenere viva l’attenzione su quello che non solo a mio avviso è uno dei fatti più turpi e velenosi della storia del nostro intossicato paese.

Venere è Maestro d’Ascendente, essendo che questi viene a trovarsi in Bilancia, e governa Casa VIII, la morte, e la Luna potrebbe essere Maestro del Medio Cielo, se retrogradassimo ulteriormente la nascita di un respiro.

Marte significativamente in Prima, in domicilio in Scorpione, al trigono separativo con l’altro significatore moderno del Segno, Plutone. Dico significativamente perché Marte ha a che fare con le armi, con il sangue, con il ferro e con la violenza.

Ora, lo Scorpione è una energia particolare, questo animale, tra gli zodiacali, è l’unico che si suicida trovandosi in pericolo, e quel Marte può sinceramente indicare un uomo coraggioso oltre ogni limite, con una ferrea (Marte) volontà (Plutone), un uomo tutto d’un pezzo, come confermerebbe appunto quel Saturno alto a Meridione. Ovviamente, Saturno come ferita, Saturno come Croce, si trasla nei significati collettivi e nazionali, inserendosi in un contesto di ferita storica, di sofferenza collettiva, Saturno come Morte e Medio Cielo come Stato.

Giove governa casa III e V e retrograda in VII, producendo un significante sestile con Plutone, e quindi inserendosi indirettamente in quella geometria che coinvolge Marte, e separandosi retrogradando da quella esatta quadratura con Nettuno, partile, esatta al grado. Pure Nettuno sta congiunto al MC, il sacrificio… il sacrificato… ma anche gli ideali di giustizia sociale.

La strettissima congiunzione Venere Luna si oppone esattamente a Urano in Aquario, un punto astrologico che ci informa sulla visione aperta, contemporanea, moderna e priva di pregiudizi del Moro, ma che, data la natura dell’opposizione, avrebbe finito per rivelarsi pericolosa. Il troppo coraggio fa paura al potere. Secondo Barbault Urano è un indicatore degli USA, e Kissinger non era molto amico delle idee politicamente avanguardiste, uraniane del presidente Moro. Moro era pronto ad aprire alla Sinistra, e aveva già dato segno di pericolosa spregiudicatezza politica.

Su quell’Urano troviamo infatti il Medio Cielo del politico tedesco americano, e stando al sito astro.com, il rating di quella carta sarebbe AA, quindi particolarmente esatto. Per comprendere il ruolo di quest’ultimo, sarà bene leggere quanto scrive Moro al suo riguardo nei memoriali rimaneggiati che il rapito scrisse dalla prigionia dei presunti terroristi rapitori. Presunti perché non li ritengo all’altezza della vicenda e sono sicuro che vi fossero mani di burattinaio particolarmente potenti e feroci, ma si sa.

Ancora brevemente sulla sinastria tra questi due cieli, l’opposizione Giove Venere di Kissinger si pone sul Marte di Moro, il Sole di quest’ultimo quadra il Marte di Kissinger. Questo demone ha compiuto 100 anni a maggio, a malerba un sicca mai.

Verremo a sapere dalla moglie Eleonora che Moro era rientrato da un suo viaggio negli USA profondamente spaventato dalle esplicite minacce dell’americano. Ma il suo Marte in Scorpione e il suo Saturno al Medio Cielo, gli impediranno di ritornare sui propri passi e di tradire il suo ideale di Italia e di Europa, perché di questo si parlava, questo era sul piatto, allora. Teniamo presente che Urano è anche un pianeta affine all’Europa, è il pianeta della Rivoluzione Francese, dei Lumi, dei collettivi. Sovente l’ho chiamato Eurano.

Moro quindi voleva allargare ai comunisti, non aveva pregiudizio alcuno in tal senso, arrivava dalla costituente e li conosceva benissimo, e sapeva del loro ruolo durante la Resistenza. Certamente la storia del nostro paese e dell’Europa, avrebbe preso una piega totalmente diversa se gli americani non ci avessero messo lo zampino. Sempre di più ci stiamo rendendo conto della egemonia culturale, artistica e militare di questi occupatori, perché altro non sono, e non ne fanno mistero, vedi per esempio l’emblematica vicenda del Cermis per chi ha fosforo nel cervello, dove gli aviatori usa fecero mattanza per puro gioco.

IL RAPIMENTO

Quindi dalle minacce si passa all’azione, e Moro, a quel tempo Presidente della Democrazia Cristiana, cade vittima di un rapimento. È il 16 marzo 78, sono le ore 8:45. Si narra che le auto dove si trovavano il Presidente e la sua scorta caddero vittima di un agguato da parte di una manica di scazzacani dell’eterodiretta banda delle brigate rotte. Ora, sinceramente a questa tesi non crede più nessuno. Come avrebbero fatto questi sbarellati senza alcun addestramento militare ad annientare con una sventagliata innumerevole di pallottole sparate da diverse angolazioni incrociate, una scorta di esperienza lasciando completamente illeso l’obiettivo del rapimento, e il tutto con armi che definire ferrivecchi è riduttivo, è davvero poco credibile. Poi la scorta cambiava tragitto ogni giorno, e i percorsi erano rigorosamente segreti.

Agguato di Via Fani

Invece, Moro si recava a messa tutte le mattine (saturno nettuno al medio cielo), e in chiesa, plausibilmente, persone conosciute lo prelevano con una qualsiasi scusa. La scorta viene congedata e come da regola di ingaggio, depone le armi nel cofano delle auto e parte per la consueta via del ritorno, consueta perché a questo punto, non avendo Moro in macchina, possono passare per il consueto tragitto. Ed ecco che vengono messi a tacere, vengono massacrati, perché sono gli unici ad avere visto da chi era stato prelevato Moro. Ora sappiamo che quel giorno in via Fani c’era mezzo mondo, mezzo sporco mondo, c’erano andranghetini, addestratori militari, c’era il colonnello Guglielmi – il deputato Sergio Flamigni, già membro delle Commissioni d’inchiesta sul caso Moro e sulla P2, di Guglielmi scrisse che era «uno dei migliori addestratori di Gladio, esperto di tecniche di imboscata, che lui stesso insegnava nella base sarda di Capo Marrargiu dove si esercitavano anche gli uomini di Stay Behind»1 – c’era pure Antonio Nirta, capobastone calabrese fotografato in via fani. qualcuno chiese di non pubblicare la foto, e la foto scomparve ma troppo tardi perché era già stata pubblicata nell’immediato. c’era pure Giustino de Vuono, killer della ‘ndrangheta, che viene fotografato in via Fani, e che poi risulterà materialmente essere l’assassino, quello che ci ha lasciato letteralmente la firma sparando a rosa attorno al cuore, il suo marchio di fabbrica… mancava solo Moro, in via Fani, sennò poi c’erano tutti…

Dico questo a fini astrologici, perché la storia che ci è stata narrata, è quella del credulone nettuno, del bugiardo mercurio… mica per altro. Poi chi si vuole informare, ormai il web è pieno, tanto non interessa più a nessuno.

Poi il resto è triste storia, triste manipolazione storica, e Urano passava all’opposizione di dove si trova ora. Chissà che una volta per tutte non affiori una parvenza di verità, io ci spero sempre, che quei memoriali scomparsi divengano patrimonio storico.

Comunque, un americano, Steve Pieczenik si pone alla guida della commissione, con l’intento esplicito ed esplicitato di concludere la vicenda Moro nel modo in cui essa si è alla fine conclusa, e dichiarandolo apertamente, senza farne mistero alcuno: lo volevano morto, e lo ebbero morto.

Dalla pagina wikipedia, leggiamo chi è questo personaggio:

«psichiatra, scrittore, editore e pianista statunitense che ha raggiunto notorietà internazionale per il suo coinvolgimento nel caso Moro in qualità di funzionario del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America». Pausa.

Non so voi ma io lo trovo esilarante. Un fatto di natura epocale, un rapimento di uno dei più importanti uomini di stato del suo tempo, e l’allora Ministro degli interni Kossiga che fa? Abdica lasciando il tavolo ad uno psichiatra, scrittore, pianista statunitense… buona bevuta a tutti! Ma questa è storia, mica lo dico io!

Poi la linea dura! Non cederemo ai ricatti dei terroristi! Pertini, Scalfaro Cossiga… tutti questi intransigenti avranno radioso futuro, tre addirittura la presidenza della repubblica, la carica massima dello stato, mentre Berlinguer, il cugino primo di Kossiga, non fa in tempo a godersi gli onori perché muore, e pace all’anima sua. Craxi invece, che fece pochino, e qui cito Aldo Moro in persona, per quel pochino glie la fecero pagare. Non che mi stesse simpatico, giammai, ma questa è la storia.

Il cosiddetto fronte della fermezza ha un ché di grottesco, di surreale, di manifestamente bugiardo. Ora sappiamo che vi furono trattative con Camorra e ‘Ndrangheta per liberare Moro, si inventarono una seduta spiritica con Prodi dove una presunta entità proferì la parola Gradoli, e uno dei covi era in via Gradoli, ma non fu dato mai il nullaosta, perché a questo punto Moro vivo non serve più a nessuno, pare disse Andreotti.

Sappiamo che poco tempo dopo venne rapito il presidente della Regione Campania Ciro Cirillo, per il quale non si costituì fu alcun fronte della fermezza. Lo stato pagò come un sol uomo, senza se e senza ma, come si suol dire.

Che nessuno si scandalizzi nel sentirmi parlare di Berlinguer in questi termini, vi erano ordini dall’alto, era una operazione per la quale gli apparati dello stato dovevano soltanto obbedire. Punto e basta. Ieri come oggi. Certo poi che se fossi stato io il capo della CIA, quanto mi sarei rallegrato di avere alla guida dei due partiti principali dell’Italia, di un’Italia rivoluzionaria che usciva dalla Resistenza, dalla parte della maggioranza uno dei più grandi filo-atlantisti della storia d’Europa, e dall’altra, all’opposizione, suo cugino primo. Quanto è bravo a gettare fumo negli occhi il culto della personalità, ancora a distanza di tanti anni, nonostante tutte queste evidenze, i fedeli alla linea non si rendono conto di queste palesi incongruenze, contraddizioni, che rendono evidente le strumentali manovre di eterodirezione che guidarono l’Italia di allora e che guidano l’Italia di adesso. Se Berlinguer si fosse opposto alla linea di fermezza, se l’allora PCI si fosse opposto alla linea dura, Moro non sarebbe morto e la storia italiana ed europea sarebbero state completamente diverse. Solo il PCI allora aveva forze e numeri per opporsi, e non lo fece, perché rossi fuori, ma stelle e strisce dentro.

Comunque, parliamo di cielo:

Quel 16 marzo, giorno del rapimento, Urano quadra se stesso dai 16° dello Scorpione (vedi carta sopra, relativa all’agguato di Via Fani), e quasi all’esatta opposizione di dove si trova oggi nel momento in cui scrivo, e, ripeto, chissà che non voglia dire qualcosa.

Il discendente si chiama DC, in astrologia, e vi è Giove retrogrado, la dc, la democrazia cristiana che si tira indietro. Giove come il Papa, che fece un estremo tentativo di salvare il condannato. Chi ci segue sa che a noi piace giocare, e giochiamo con tutto, anche con le parole.

Non entro nel merito dei transiti, o per lo meno, non lo faccio in questa sede. Sono altre le cose che voglio dire. Però voglio spendere due parole su quella retrogradazione di mercurio letta alla luce delle cosiddette direzioni secondarie: un giorno uguale un anno. Si tratta di una tecnica molto nota agli astrologi, quindi, mettiamo mano alle effemeridi e procediamo.

Alla nascita troviamo Mercurio retrogrado a 20°43’ Bilancia, e siamo quindi al 23 settembre del 1916.

Scorrendo le effemeridi troviamo che 21 giorni dopo, esattamente il 14 ottobre dello stesso anno, Mercurio torna diretto, e se un giorno uguale un anno, stiamo parlando di 21 anni, e in quell’anno Aldo Moro si laurea. Siamo nel 1937, e il passaggio progresso si riferisce a quel periodo 1937 1938.

39 giorni dopo la sua nascita, 39 anni per le nostre Secondarie, siamo nel 55, e ci riferiamo al 1° novembre 1916, sulle nostre effemeridi, Mercurio progresso si congiunge all’ascendente, mentre il sole progresso si trova sul grado di marte radicale, abbiamo qui ben due eventi particolarmente rilevanti e vediamo come la rettifica di armando billi sia particolarmente efficace per quanto riguarda la progressione all’ascendente mentre per quella di sole su marte la rettifica è ininfluente. Un anno particolarmente importante quindi il 1955, poiché Moro diventa Ministro della Giustizia, e qui possiamo tirare in ballo la Qabbalah in quanto simbologia, dove Marte, il pianeta radicale a 9 scorpione che accoglie la progressione del sole, è appunto il significatore planetario della Sephirah di Gevurah, il rigore. Questo momento sarà molto importante per quanto riguarderà i fatti del 78 come presto vedremo. In ogni caso sappiamo che in questo momento sono sollecitati il sole, mercurio che perfezionano la progessione e poi il grado ascendente.

E adesso andiamo al 1978, ovvero, 62 anni dopo la nascita, quindi 62 giorni per la nostra tecnica, e ci troviamo al 24 novembre del 1916, per un giorno uguale un anno.

Qui vediamo che sole e mercurio, i protagonisti di questa lunga rincorsa, dove il sole alla nascita si trova in grado anaretico o critico in vergine e mercurio è il suo maestro, il suo dispositore, qui li vediamo congiungersi al secondo grado del sagittario, disposti da un giove che ormai retrocede progresso nel segno di fuoco, nel segno armato dell’ariete, con un Saturno progresso esattamente congiunto all’ascendente, e grazie ancora armando billi per questa preziosa rettifica, e una venere progressa che si congiunge perfettamente all’ascendente sul 25° grado della bilancia.

Impressionante.

Tengo a precisare che le progressioni sono un evento molto più raro dei transiti, e come state vedendo in questo caso sto prendendo in considerazione solo le congiunzioni esatte al grado, e sono tante.

Ora ci siamo chiesti per mezzo secolo: chi e perché? Proviamo a dare una scorsa a quanto resta dei rimaneggiatissimi memoriali degli interrogatori delle Brigate Rotte.

Scriveva l’allora Presidente della Democrazia Cristiana dal covo del suo rapimento:

Ma il nerbo della nuova economia, assunto come condizione di efficienza,

è l’imprenditorialità privata ed anche pubblica con opportuna divisione del lavoro. Questo modo

di essere dell’Europa, strettamente legata all’America e da essa condizionata, non varia con il

mutare, in generale, degli assetti interni dei vari Paesi, come si riscontra nella fiducia parimenti

accordata a Governi laburisti o conservatori in Inghilterra come a Governi socialdemocratici o

democristiani in Germania Occidentale. Anzi qualche volta maggior favore è andato alle

formule socialdemocratiche nell’affermarsi di una ideologia di fondo produttivistica e

tecnocratica Mitteleuropea. E’ noto come questo indirizzo e questo spirito siano coltivati da

libere organizzazioni paragovernative come la nota Trilateral.

[…]

Poiché quello che la parte americana, rappresentata da un Kissinger particolarmente

reattivo, [contrastava] era il fatto nuovo, anche se assai pallido, dell’unità europea e della sua

reale autonomia (salvi i normali rapporti) nei confronti dell’America. Si andò avanti così del

tempo, finché una provvida riunione tenuta a [Gimnich] in Germania, proprio per mediazione

tedesca ed inglese, risolse il problema eliminandolo, sicché in un’atmosfera da Club Privato

(forse era così la Trilateral che io non ho frequentato mai) non si parlò più di una carta

sull’identità, e cioè sull’autonomia, dell’Europa e si pose la premessa per la nuova carta

atlantica sancita qualche tempo dopo ad Ottawa e nella quale il riferimento all’Europa nel

contesto atlantico era limitatissimo fino ad essere praticamente inesistente. Cadde così l’unico

tentativo che fu fatto con un certo impegno da parte europea, per rivendicare la propria

identità ed autonomia e restò il fatto di uno spazio economico che, a parte gli sforzi, in declino,

per commerciare a base di prestiti con l’Est europeo, i tentativi del dialogo euro arabo e le

iniziative individuali di questo o quel Paese, fu saldamente legato a quello americano.

I memoriali si scaricano liberamente dalla rete.

Ecco un plausibile movente ed ecco dei plausibili mandanti. Ma per quale sordida ragione una qualunque organizzazione micrinale (anagramma) di alto livello decide di rimaneggiare pesantemente una testimonianza come questa, e lo sappiamo dagli atti, per lasciare in bella vista mandanti e moventi?

Per due ragioni fondamentali. La prima è che nessuno ci avrebbe mai creduto.

La seconda, è che più è potente pericoloso il bandito, più vuole rivendicare il malfatto, di modo che il prossimo che vuole uscire dai binari sa benissimo cosa gli aspetta.

Prima di concludere vorrei precisare che Mario Monti è stato presidente di questa commissione trilaterale nel 2010, giusto per capire come è finita la partita. Ma lo stiamo vedendo quotidianamente, perché, che lo si voglia o no, questo presente è legato a doppio, triplo filo con quel passato.

Ecco, spero di non avervi troppo annoiato, ma davvero ci tenevo tantissimo. Un mio modo di restituire memoria, per non dimenticare, per chi ha immaginato un mondo migliore.

L’amore fa la forza.

Un abbraccio dal vostro ml.

16 marzo 23s

1https://www.colarieti.it/archives/1545

 

 

 

 

 



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