L’inchiostro del Cielo

IL FIGLIO DELL’UOMO E L’EPIFANIA

Epifania, parola che deriva dal greco ed intende “manifestazione”. Nel Cristianesimo corrisponde al rivelarsi di Dio nel suo unico e vero figlio, il Cristo, Figlio dell’Uomo per definizione. Nella tradizione cristiana, questo momento, il 6 gennaio, corrisponde all’arrivo dei Magi “di Matteo” al cospetto del Figlio Incarnato, del Re dei Giudei. Dico “di Matteo” perché è l’unico a parlarne.

Lavorando alla stesura del mio primo libro, il Canto Segreto dell’Universo, e poi successivamente del secondo, il Sigillo Segreto dell’Universo, mi successe d’incappare in una singolare serie di coincidenze astrologiche e ghematriche, che mi condussero ad ulteriori speculazioni. Sintetizzo brevemente alcuni concetti, espressi in maniera più estesa nei miei libri: Dice Matteo, l’astrologo tra i quattro evangelisti: «Alcuni magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo.» (Matteo 2-2).

Matteo è generico, non precisa un numero, ma una tradizione vuole che i Magi che fanno visita al Bambino siano tre, pari ai tre doni: oro, incenso e mirra.

È nuovamente una tradizione ad informarci sulla natura “regale” di questi Magi, secondo la quale, i Re della terra si prostrano davanti al Re dei Cieli rendendogli omaggio. Per cui sono dei Re. Tre Re. Ricorrendo alla ghematria, la tecnica di indagine numeristica pervenutaci dalla Santa Qabbalah, otteniamo che (e cito dal Canto Segreto dell’Universo):

«La parola Re, in Aramaico, è Melek מלך , il cui valore ghematrico è 90. Moltiplicando questo numero per tre, il numero dei Re, otteniamo 270 (90×3=270), numero che, espresso astronomicamente in termini di longitudine assoluta, corrisponde, in maniera sorprendentemente significativa, al primo grado del segno del Capricorno, ovvero al Solstizio d’Inverno, il compleanno del Dio Incarnato. Inoltre 90 è la ghematria della parola Maim (מים) il cui significato, “acqua”, può essere qui inteso come simbolo di fertilità e di nascita» nella tripartizione divina e creatrice (3×90=270), nonché nel suo significato più specificamente biologico di ‘liquido amniotico’. Ancora 90 è la ghematria della parola “manna”, in Ebraico Man (מן), parola che, nella sua pronuncia, si associa foneticamente all’inglese “man”, uomo, e difatti, in questo luogo astrologico, 270° di longitudine assoluta o 1° Capricorno, avviene la nascita del Figlio dell’Uomo.».

Ora, non solo questo punto astrologico, il Solstizio d’Inverno, indica – con approssimazione ragionevolmente esatta – il Natale tra i Cristiani, ma in tutte le tradizioni mistiche di ogni tempo, esso corrisponde alla “data di nascita” degli Dei: Horus ed Osiride in Egitto; Quetzalcoatl in Messico; Orfeo, Bacco, Ercole e Adone in Grecia; Budda e Krishna, in India; Mitra in Persia; Tammuz a Babilonia ecc… e difatti, e questo è sostanziale quanto emozionante, questo grado zodiacale, 1° Capricorno, corrisponde esattamente al compiersi del nono mese astrologico, ovvero, analogicamente, Al TEMPO DI GESTAZIONE DELLA DONNA, LA MYRIAM, MADRE DI DIO – a partire ovviamente dal 1° Grado di Ariete, l’Equinozio di Primavera, l’inizio dell’Anno Astrologico – e trova perfetta concordanza con il significato simbolico della data del “Natale” (il giorno in cui nasce EFFETTIVAMENTE il Figlio dell’Uomo), festività religiosa che, in tutte le culture da noi conosciute, come abbiamo appena detto, diventa “luogo teofanico”.

«Per questa analogia importantissima, ogni nascita umana è un Santo Natale, ed in questo risiede il significato del “Dio figlio dell’Uomo”: ognuno di noi lo è, e questa verità concettuale travalica ogni credo religioso od ideologico. Non è indispensabile abbracciare alcuna fede per sentire intimamente di essere parte della divinità, ma è semplicemente indispensabile, ora più che mai, di prenderne coscienza. Canta il Salmo 82: «Io ho detto: voi siete dei».

Una ulteriore suggestione potrebbe pervenirci dall’universo Ermetico.

Questi tre Magi, che la tradizione vuole evidentemente Astrologi, dato che seguono La Stella, sono tre sapienti, tre Maestri, che, proprio come ogni triade si condensa in un unico, potremmo condensare simbolicamente in uno solo, il Trismegisto, Hermes, il Mercurio “tre volte mago”, “tre volte maestro”, detto pure il Giovane, o il Figlio, appunto, e colui che ci indica che ciò che sta in cielo è uguale, quindi CORRISPONDE, a ciò che sta in terra, per operare il MIRACOLO della cosa unica, la quale consiste in maniera deflagrante nella nascita della divinità in ciascuno di noi. Nei tredici giorni che separano la Natività dall’Epifania, questo tempo si produce e la divinità si manifesta.

Non è un caso che il Cristianesimo trovi i propri natali nell’esatto momento astrologico (ed astronomico) in cui le costellazioni si trovano a corrispondere perfettamente ai segni, e questo accade ogni 26000 anni, l’Anno Platonico o il Grande Anno.

Quando parliamo del movimento precessionale, detto Precessione degli Equinozi, stiamo parlando dello spostamento dell’Est del pianeta, del Punto Gamma, e in questo ci riallacciamo a quanto detto da Matteo riguardo ai Tre Magi che giungevano da Oriente. D’altronde il Cristianesimo è un culto solare, ma questo è un altro discorso. Già da Platone nell’VIII libro della Repubblica, e poi ancora da Ipparco, eravamo informati di questo movimento celeste, che appunto, al momento della nascita del Cristo, trova dopo 26000 anni – come abbiamo già detto – le costellazioni combaciare nuovamente ai segni. Questo contenuto è sintetizzato dal concetto di Stella, che in Matteo si fa sineddoche del concetto astronomico di Precessione. In questo esatto punto, per il moto di retrogradazione del Punto Vernale, l’Est del mondo passa dal 1° grado Ariete, l’Agnello, al 30° dei Pesci, il pesce Ichthys: Iēsous Christos, Theou Yios, Sōtēr, acronimo greco,che in italiano sta per Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore, simbolo con cui i primi cristiani identificavano il Salvatore.

Vediamo come tutto sia Simbolo, e come i simboli si esprimano in maniera straordinariamente esplicita per mezzo delle Corrispondenze e delle Analogie proprie di tutti i Sistemi, per informarci, in fine, che l’Uomo che si fa Dio altri non è altri che tu eD io. Basta svegliarsi. Nascere. Nello Rubino da Panormo.

(Immagine: Bartolomé Esteban Murillo – Adoration of the Magi).