L’inchiostro del Cielo

6 AGOSTO 1945, LA BOMBA E LE CONGIUNZIONI MARTE URANO

Scrisse Leonardo Sciascia riferendosi alla bomba atomica: «Chi, sia pure sommariamente (come noi: tanto per mettere le mani avanti), conosce la storia dell’atomica, della bomba atomica, è in grado di fare questa semplice e penosa constatazione: che si comportarono liberamente, cioè da uomini liberi, gli scienziati che per condizioni oggettive non lo erano; e si comportarono da schiavi, e furono schiavi, coloro che invece godevano di una oggettiva condizione di libertà. Furono liberi coloro che non la fecero. Schiavi coloro che la fecero».

Ciò che lo scrittore siciliano intende con queste parole è che i cosiddetti buoni, nella lettura che la Storia, in quanto cronologia delle guerre combattute raccontate da chi le ha vinte, ci ha restituito, avrebbero progettato, costruito e sganciato la bomba atomica, mentre i cosiddetti cattivi no.

Non entriamo nel merito di questa considerazione, né cediamo alla tentazione di essere così ingenui da immaginare le due fazioni divise in buoni e cattivi, e meno ancora crediamo che la storia debba essere ridotta a quella cronologia di cui abbiamo scritto, perché quella è solo certa storia, è squallida propaganda, anche se purtroppo riempie i libri di testo e le colonne dei giornali, e soprattutto, sia detto chiaro, non riusciamo a vedere buoni da nessuna parte, in quel contesto, tranne che i civili e le vittime. Sebbene ingenui, non lo siamo così tanto.

L’aberrazione per noi si pone altrove, e non sta nella spartizione dei ruoli ma nel semplice orrore che degli appartenenti ad una razza, e ci si riferisce a quella umana, abbiano operato al fine di costruire quell’Ordigno fine di mondo tanto caro al dottor Stranamore, al fine premeditatissimo di sganciarlo su vittime innocenti, e si parla di un numero abnorme, tra le (150 000 e le 200 000 vite umane) e, cosa altrettanto aberrante, di mettere in atto un perverso e gigantesco marchingegno di manipolazione delle coscienze per il quale, a tutt’oggi, la gran parte degli umani giustifica quella barbarie storica, attraverso le contingenze di un momento che non avrebbe avuto alternative. Menzogna. Nessun genocidio potrà mai essere giustificato. E quei buoni o liberi di cui parla Sciascia, hanno mosso così tante guerre soltanto in questo ultimo secolo, che giustificarli diventa davvero difficile se non addirittura grottesco.

Ma parliamo di cielo e di questo secondo Decano del Leone, che ospita questi due tristi eventi: Hiroshima e Nagasaki, eventi nei quali il genere umano ha toccato uno dei punti più bassi della sua storia e per i quali nessuno, a tutt’oggi, ha chiesto veramente perdono.

Il 6 agosto del 1945 il Sole si trova al 14° grado del Leone, quindi nel secondo decano. Di questo volto (decano) il Del Bello parla di vittorie spregevoli. I tebaici antichi, quelli detti classici, parlano di uomo immobile. Mi viene in mente la Danza Buto, o quelle agghiaccianti ombre rimaste impresse sui muri delle due città giapponesi colpite dal genocidio.

Sono le 8:15 del mattino quando Little Boy, la prima delle due bombe atomiche sganciate dagli USA sul Giappone, intraprese il suo volo verso l’ignara città di Hiroshima che in quel momento si apprestava ad iniziare un giorno come tutti gli altri.

Il bombardiere Boeing B-29 fu ribattezzato Enola Gay per l’occasione, in onore della madre del colonnello Paul Tibbets, il quale “nel 2005 riferì a un reporter: «Sapevo quando ricevetti l’incarico che sarebbe stato qualcosa di emotivamente stressante. Abbiamo i sentimenti, ma dobbiamo metterli da parte. Sapevamo che avremmo ucciso persone a destra e a manca, ma il mio unico interesse era di fare il migliore lavoro possibile così da finirla al più presto possibile con quelle uccisioni». (fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Tibbets). C’è di che rabbrividire! Rileggo testualmente::«Abbiamo i sentimenti, ma dobbiamo metterli da parte». Non ci sarebbe bisogno di commento, ma mi sento di dover precisare ugualmente: se puoi metterli da parte, i sentimenti, significa che non li hai. Non si può mettere l’anima in pausa, magari intanto che si compie la più efferata carneficina del secolo, giusto il tempo…

La seconda bomba sganciata a Nagasaki appena tre giorni dopo fu invece simpaticamente battezzata Fat Boy, il ciccione.

Little Boy, Fat Boy, Enola Gay… che simpatia tutta yankee. ‘Sti americani parlano Rock’n’roll, per questo ci piacciono così tanto.

Ma parliamo del cielo. Ci colpisce quella Luna alla esatta e partile congiunzione con il Malefico Saturno, talmente esatta da risultare inquietante.

E quell’Urano, con il suo potenziale esplosivo ed improvviso in congiunzione al Medio Cielo, ci rimanda alla temibile congiunzione dello stesso con l’Ascendente del Solstizio d’Estate dello stesso anno, solstizio all’interno del quale questi due eventi sono contenuti.

Mercurio in Casa XII è diretto ma stazionario, quasi immobile, anche lui coinvolto in un movimento di danza Buto, e diventerà retrogrado l’8 agosto, appena due giorni dopo e appena un giorno prima della bomba di Nagasaki. Non è quindi un bel Mercurio, nonostante si trovi nel suo segno, e parla di menzogna, come ogni volta che in un tema di Mondiale Mercurio è debilitato, e la congiunzione atomica tra Sole e Plutone non fa che amplificare il tema tema. Plutone è anche il pianeta legato alla bomba atomica, e nella congiunzione con il Sole suggerisce il titolo di quel romanzo di Karl Bruckner, Il gran sole di Hiroshima.

Necessaria puntualizzazione: soltanto in astrologia mondiale o collettiva, un pianeta debilitato si comporta male nel cento per cento dei casi. In astrologia genetliaca o individuale, invece accade che l’individuo, a fronte di una sofferenza personale, abbia tutto l’interesse ad evolvere positivamente l’aspetto di tensione, e la gran parte delle volte ci riesce. Il collettivo è molto più involuto del singolo.

Accenniamo ancora brevemente alla congiunzione applicativa tra Marte e Urano, alta al Medio Cielo. Marte si trova a sette gradi da Urano, e la congiunzione è potente ed è ovviamente attiva, sollecitata dalle due stelle regali, perché Marte si trova sull’asse stellare di Antares, Aldebaran, quindi Marte, Ares, in opposizione alla rossa Anti-Ares, il Cuore dello Scorpione. La congiunzione esatta avverrà soltanto undici giorni dopo l’evento, ed è quindi evidentemente attiva, dato che la natura dell’evento si ascrive all’interno della simbologia dei due pianeti congiunti. In questo caso la Luna funge da esatto indicatore, e la sua congiunzione con il Malefico Saturno indica il momento scatenante dell’evento correlato.

È incredibile come comunque la relazione tra questi due pianeti, in momenti particolarmente tesi della storia, si possa manifestare in maniera così deflagrante. Insomma, se il contesto è deleterio, le congiunzioni Marte Urano possono essere davvero temibili. Ne abbiamo già parlato in altre recenti occasioni.

Ma in verità, non siamo qui per parlare soltanto e asetticamente di dati tecnici, ci sembrerebbe brutale ed irrispettoso. Siamo qui per usare l’astrologia in maniera salvifica, animica, per descrivere fatti ed accadimenti alla luce di quei cieli che inesorabilmente e quotidianamente si succedono, mai uguali ma non per questo non dissimili e, nello specifico dei fatti dolorosi, affinché quei cieli, come ci sono testimoni, ci possano essere da esempio, da monito, per non ripetere e per non dimenticare. L’Astrologia può e deve servire anche a questo.

E quindi il nostro pensiero non può che convergere verso tutte quelle vittime innocenti di ogni guerra, verso i civili, i veri martiri, esseri umani come noi, che di volta in volta si trovano come tra incudine e martello, costretti tra demoniaci interessi e rancori che di umano non hanno mai avuto nulla.

Una breve puntualizzazione finale: io non predico una guerra, in realtà non ne so niente. Io constato analogie, metto in relazione eventi e cielo e spero… come ognuno di noi, e cerco come posso di trasmettere speranze.

Vogliamoci bene.

Un saluto da Nello Rubino da Panormo.



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