In tempi di tremendo oscurantismo, siamo a cavallo tra la seconda metà del 1400 e la prima metà del 1500, in piena inquisizione, e poco dopo la pubblicazione del famigerato Malleum Malleficarum – testo nel quale si dava minuziosa istruzione su come meglio torturare e bruciare quella infima creatura chiamata femmina – mettendo a repentaglio la propria vita, scriveva e pubblicava, il grande mago e filosofo Errico Cornelio Agrippa von Nettesheim – celebre per il suo imprescindibile “De Occulta Philosfia” – un piccolo ma fondamentale libercolo dal titolo “Della nobiltà et eccellenza delle donne”, dedicato a Margherita d’Asburgo zia di Carlo V.
Citiamo due brevi passi dal testo.
«Essendo adunque la donna l’ultima creata et fine et complemento perfettissimo di tutte le opere d’Iddio, chi negherà che ella per la somma eccellentia non sia sopra ogni creatura dignissima?»
“Contro la divina giustizia e contro gli ordini della natura, essendo superiore la licentiosa (licenzionsa – NdR) tirannia degli uomini, la libertà data alle donne è loro interdetta dalle inique leggi, impedita dalla consuetudine e dall’uso, e dalla educazione totalmente negata. Perciò la femmina è tenuta fin dai primi anni nell’ozio in casa, quasi ella non sia atta a più alto negotio (negozio – NdR). Niente altro le è permesso comprendere né immaginare se non l’ago et il filo, et quando sarà giunta agli anni atti al matrimonio, è resa schiava della gelosia del marito, oppure rinchiusa nella perpetua prigione d’un monastero di monache”.

Nella foto di copertina ritratto di Margherita d’Asburgo di Bernard van Orley – Museo reale delle belle arti del Belgio.
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