Ritorno ancora una volta sulla congiunzione Giove Nettuno che si sta praticamente producendo nel momento esatto in cui scrivo.
La carta sulla quale lavoro è eretta per Greenwich, come è buon costume per quanto riguarda i temi di astrologia mondiale, quella branca astrologica che si riferisce ai movimenti collettivi e climatici.
L’ultima volta che questo stesso evento si è prodotto, ovvero l’ultima congiunzione di questi due stessi pianeti in questo stesso segno, nei Pesci, è avvenuta nel 1856 , esattamente il 17 marzo, quindi ancora con il Sole in Ariete, del 1856. Rimando a questo articolo.
Giove e Nettuno sono i governatori dei Pesci, Giove quello classico e Nettuno quello moderno.
Le considerazioni che avevo tratto in un primo momento riguardo alle condizioni generiche di questa particolare e particolarmente attesa ricorrenza celeste, erano comunque accompagnate da un moto di speranza, motivata astrologicamente dalla riproposizione della condizione storica della fine della Guerra di Crimea. In pratica, assecondando una logica puramente astrologica, se una determinata condizione – quale per esempio in questo caso quella del raggiungimento dello stato di pace alla fine della Guerra di Crimea – viene a riproporsi in questo esatto momento storico nel quale stiamo assistendo a qualcosa di strabiliantemente analogo, quale appunto la guerra Ucraina, ovvero una riproposizione della Guerra di Crimea, allora è assai probabile che questo 2022 possa in qualche modo segnare la fine di un conflitto che si protrae dall’ormai lontano 2014. Astrologicamente, ci sta. Ma come dice lo Zohar, «Il Cielo non funge che da intermediario», e chi fa Astrologia sa benissimo che «gli astri inclinano ma non determinano», ovvero che l’arbitrio umano, nel bene e nel male, è ultimo a determinare fatti ed eventi, e l’uomo è abilissimo a catapultarsi nella catastrofe, la Storia non ci insegna che questo.
Le attinenze celesti di questo nostro miserabile periodo storico con la Seconda Guerra Mondiale sono diverse, come la presenza di Plutone al diametro del 1939, o la presenza di Urano nel Toro, o ancora l’Asse Nodale sull’asse Toro-Scorpione, ma ancora questo non basta per avvalorare o per escludere l’ipotesi di una guerra. Per pronosticare un evento del genere, non basta tutto questo e non serve nemmeno essere astrologi, avere studiato le stelle per decenni o magari addirittura essere dei sensitivi come Nostradamus o dei profeti o che altro… Basta semplicemente conoscere l’umano. Le guerre si fanno perché c’è chi le vuole fare, punto e basta, ed è sufficiente di ascoltare il berciare volgare ed eccitato di stampa e politica per comprendere che gli interessi in ballo sono di natura assolutamente opposta a quelle che dovrebbero essere le più nobili istanze di pace. Le armi si producono e si vendono, e prima o poi vanno usate, e le industrie belliche sono ricchissime e possono permettersi di assoldare chicchessia, e siccome dove c’è denaro c’è potere, basta individuare gli interessi del Capitale per comprendere in che direzione le cose del mondo si muovono. In questo caso, verso la guerra, ed il Cielo non può che tentare di fermare questa pulsione mortifera e suicida. Cantava De Gregori: «La guerra è bella anche se fa male», e il bambino uomo ha sempre voglia di giocare col sangue.
Comunque… torniamo al Cielo.
Quello che salta agli occhi in questa carta, è la puntuale congiunzione partile (esatta al grado) della Luna – governatrice di Casa XI (i parlamenti – e in questo periodo si vota in Francia) e reclusa in XII – con la stella fissa Regulus al grado critico di 1° Virgo (sotto l’egida di Mercurio Maestro d’Ascendente). La congiunzione dell’astro argenteo con la Stella dei Re potrebbe suggerire una eventuale caduta di qualche testa coronata, di qualche potente se non più di uno. Non mi voglio sbilanciare in acrobazie predittive nel candidare Lune Coronate papabili al precipizio, e non necessariamente potrebbe trattarsi di una figura femminile o di un regnante… pure i parlamenti sono cose da Casa XI, ed in questo particolare momento il Parlamento Europeo non sembra godere di ottima forma.
Al diametro Marte, il signore della guerra, si pone in congiunzione con il Discendente, il luogo della dichiarazione di guerra, cosa che non fa ben sperare, e forse soltanto Venere esaltata in Casa VII può muovere a quella necessaria ed auspicata diplomazia che così poco è riuscita a fare fino a questo momento.
Vedremo cosa succederà quando il 10 maggio prossimo venturo Giove farà il suo ingresso in Aries.
Incrociamo le dita e lunga vita all’Astrologo.
Nello Rubino
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