VENERE GUERRIERA – ISHTAR DI AKKAD
Partiamo da Venere. Ci fa notare Robert Hand nella sua introduzione alla Antologia di Vettio Valente, che già dai tempi più remoti, in area Sumerico-Accadica, nella antica Mesopotamia, Venere ha due volti, due distinte identità: una prima come Stella del Mattino, Ishtar di Akkad, divinità guerriera, ed una seconda come Stella della Sera, la prima appunto guerriera e belligerante, e la seconda, la Venere bella e sensuale che tutti conosciamo.
Questa distinzione, probabilmente svilupperà in epoca ellenistica il concetto di Hairesis, di Setta, dove Venere sarà pianeta notturno, insieme a Luna e Marte, mentre Giove, Saturno e Sole, diventeranno i pianeti diurni, la setta diurna, la Fazione del Sole.
In questo caso, in un cielo astrologico diurno, ovvero con il Sole sopra l’orizzonte, quindi, di giorno, Venere diventerà un pianeta contrario, para ten hairesis, assumendo connotazioni decisamente belliche, una autentica dea della guerra.
Questa distinzione si evolverà in ambito medievale nella Venere Lucifero, quella diurna, e in Venere Espero o Vespro, quella notturna.
Adesso passiamo ad esaminare il nostro recente passato astrologico, alla luce di quanto appena attestato. Abbiamo da poco assistito alla retrogradazione di Venere nel segno di Fuoco del Leone, con la copresenza del suo compagno di Fazione Marte; abbiamo visto che Marte e Venere appartengono alla Fazione, alla Setta notturna.

E difatti, tutto quel periodo è stato caratterizzato da una quantità di eventi esplosivi, le cui sempre più drammatiche ripercussioni abbiamo ora sotto i nostri occhi. Ci riferiamo al periodo che va dal 20 maggio, ingresso di Marte in Leone, all’8 ottobre, uscita di Venere dallo stesso Segno.
Ricapitolando brevemente, Marte entra in Leone il 20 maggio 23, e appena una decina di giorni più tardi, pure Venere fa il suo ingresso nel Segno.

Venere allora si prepara al suo lungo anello di sosta, quindi doppia sottolineatura sulla delicatezza del passaggio: i due compagni di fazione notturna nello stesso segno, uno dei quali produrrà una lunga retrogradazione, e quindi potevamo attenderci una pesante influenza dell’elemento coinvolto, in questo caso, perdonateci le ripetizioni, il Fuoco.
In questo periodo, infatti, Venere non riuscirà a raggiungere il suo compagno di Fazione Marte, per perfezionare la Congiunzione, dato appunto il suo rallentamento in previsione della imminente Retrogradazione, che avverrà alla fine del Segno del Leone, quindi Marte se ne esce dal Leone senza che Venere riesca a raggiungerlo. Ne abbiamo ampiamente parlato nei nostri lavori ed invito i curiosi ad andare a sbirciare nei nostri canali e nel nostro sito.
Venere arriverà alla sua prima Stazione il 23 luglio del 23, al 28° grado inoltrato del Segno del Leone, e teniamo a mente questo grado da considerarsi “caldo” se non “rovente”, perché come presto vedremo, le sue torride vibrazioni andranno a ripercuotersi su alcuni cieli per così dire importanti, talvolta “illustri”, di questa fase storica. Ad ogni modo, da quel momento, Venere intraprende il suo cammino “al contario”, per riattraversare a ritroso tutto il segno di Fuoco del Leone, fino a raggiungere la sua seconda Stazione il 4 settembre 23, nel 13° grado del Leone. Questo tratto celeste, questo imbuto che va dal 13° Leone fino al 29° Leone, lo definiamo con il nome di Fascia Umbratile, e i gradi che la compongono sono particolarmente attivi, nel bene e nel male, sia durante, che dopo la fase di retrogradazione, e questo, in negativo, vale soprattutto per l’ultimo grado della fascia, in questo caso 29 Leone, che corrisponde all’inizio della fase di Retrogradazione, il punto più delicato dell’intero movimento. Continuo a scusarmi per le ripetizioni che comunque ritengo necessarie.
E che cosa è successo in questo periodo? Ci ricordiamo delle rivolte in Francia? Quando l’ingenuo Macron (ingenuo si fa per dire) fece esplicita e pubblica domanda di partecipare al vertice dei BRICS? Venne letteralmente mandato all’anfuco! Ma pochi giorni dopo, fatalità, ecco che gli esplode in casa un periodo di rivolte incendiarie – Fuoco, Leone – che… insomma, questo per fargli capire chi porta i pantaloni, anzi no, il cappello da cow-boia. La Francia a ferro e fuoco, e ferro e fuoco vuol dire Marte in Leone, dove il Ferro è l’elemento alchemico di Marte e il Fuoco l’Elemento primario del Segno Fisso del Leone, ma ferro e fuoco pure come Venere, dato che in quel periodo, sia Marte che Venere, Ishtar di Akkad, transitavano nel Segno del Leone. Venere di Akkad, teniamolo a mente.
E poi il Canada della Pantegana Rosa Trudeau, intanto bruciava, e ancora Fuoco, che il suo fumo arrivava fino agli Stati Uniti.
E Fuoco come Africa, il 26 luglio, appena quattro giorni dopo l’inizio della Retrogradazione di Venere, ecco la Rivoluzione in Niger, e povera Francia coloniale, che con le pive nel sacco, si trova costretta a far baracche e burattini per levarsi malvolentieri di torno. Un nuovo capitolo si apre, e forse si assiste alla morte del colonialismo cravattaro che per secoli ha sfruttato l’Africa succhiandole ogni risorsa vitale.

E ancora Fuoco, nell’incendio delle Hawaii, incendio probabilmente indotto dalle Direct Energy Weapons, le famigerate Armi ad Energia Diretta delle quali da poco si è iniziato apertamente a parlare ma che molto probabilmente sono da lungo tempo utilizzate e che avremmo visto in azione il 14 agosto scorso, nell’occasione di questo evento alquanto bizzarro e fantascientifico nelle sue manifestazioni, e vi è ampia documentazione online.
Intanto durante tutto questo bailamme, in Israele, già da Marzo 23, in concomitanza con l’ingresso di Saturno in Pesci e con il transito di Giove e Venere in Ariete, segno Cardinale di Fuoco, il popolo si solleva in protesta contro la riforma della giustizia di Bibù (introdotta il 4 gennaio 23), e la protesta si protrae fino a settembre, con potenti recrudescenze proprio durante il passaggio di Marte e Venere in Leone, dove addirittura le autorità locali iniziamo a parlare della eventualità di una possibile guerra civile.
Sulla questione palestinese, che dal momento dell’inizio della guerra in Ukraina ha visto spegnersi i riflettori, nulla si è più detto e nulla si è più sentito, e l’esercito israeliano si è sentito ancora più libero di fare i suoi porci comodi, e magari ancora più del solito. Carta bianca, come si suol dire. Occhio non vede e cuore non duole. Ma la rivolta interna per la riforma della giustizia, quella in brevissimo tempo, povero Bibù, gli si è trasformata in una Santabarbara con tanto di miccia appicciata. Poveretto, chi mai lo aiuterà?
Ma ecco che prontamente, in mezzo a lampi e tuoni, arriva in suo soccorso, non il Settimo Cavalleggeri del Generale Custer, non il magnifico Superman sfrecciando nei cieli con codazzo di stelle e di strisce sulle note eroiche della Cavalcata delle Valchirie di Wagner come in Apocalypse Now, ma nientepopodimeno che il famigerato Hammas in persona, i cattivi, il joker della Gotham in cui si è trasformato lo Stato di Israele! Che tempismo! È davvero il caso di dirlo: Hammas, se non esistesse, Israele avrebbe dovuto inventarlo. E così i vertici di Hammas, dopo avere esaminato attentamente la questione dal punto di vista strategico, decretano che esattamente quello, il 7 ottobre del 2023 alle 6:30 del mattino ora locale, è il momento migliore per sferrare il glorioso attacco contro Israele, in questo modo fornendo un definitivo pretesto a Bibù per risolvere la questione una volta per tutte. Che culo! Che visione di gioco!

Abbiamo visto quanto il popolo palestinese abbia guadagnato da questa gloriosa decisione strategica!
Ne abbiamo sentite di tutti i colori in questi giorni, da quanti giuravano, pindaricamente volando, che si trattava di un let it happen on purpose, una Lihop, dove Hammas ha fatto tutto mentre Israele malignamente osservava di nascosto pronta ad approfittare della dabbenaggine degli pseudo-terroristi, senza nemmeno considerare il fatto che per gli stessi eventuali organizzatori, avrebbe dovuto sembrare quantomeno impossibile di passare invisibili alle fitte maglie della rete dei servizi israeliani…
Arriva però e per fortuna Manlio Dinucci per scalzare definitivamente ogni ipotesi di autodeterminazione di Hammas. Dice il giornalista: “Risulta una impressionante analogia con […] l’11 settembre del 2001. Si parte da un fatto tecnico, cioè l’impossibilità che la barriera di oltre 60 km che circonda Gaza abbia potuto essere sfondata nel modo in cui ci hanno fatto vedere, coi bulldozer. Un bulldozer comincia a aprire un varco, e da questo varco entrano in Israele i militanti di Hammas…”. Il giornalista continua aggiungendo una lunga ed articolata lista di motivazioni assolutamente coerenti e congrue tanto da non lasciare adito a dubbio alcuno. E ricordiamoci che stiamo parlando di figure come il Mossad, tanto per citare un soggetto a caso, che abbiamo definito il Krav Maga dei Servizi Segreti. Ci eravamo espressi analogamente in occasione del nostro video del 12 ottobre, nel quale si prendeva pure in considerazione la carta relativa all’attacco.
Inoltre, sempre Dinucci dalla stessa intervista: “c’è una ultima dichiarazione su Hareetz di Net. Del marzo 19 a una conferenza dei membri del suo stesso partito dove dice: chiunque voglia ostacolare, impedire, la creazione di uno stato palestinese, deve appoggiare Hammas e permettere il trasferimento di denaro ad Hammas. La nostra strategia deve essere quella di dividere i palestinesi di Gaza dai palestinesi della Cisgiordania”. Questa è la strategia dichiarata da Netanyahu” minuto 34:30 https://www.youtube.com/watch?v=TdeLfhKLZ00
Queste sono cose che dovrebbero essere risapute, ma che comunque giova assai ripetere, giusto per capire con che cosa abbiamo a che fare.
Senza prendere nemmeno in questione il cielo – sebbene quella carta di attacco potrebbe davvero sembrare una carta elettiva, ovvero la carta di un momento preparato astrologicamente a tavolino, e quindi con la collaborazione di entrambe le parti – chi scrive è fortemente convinto che Hammas stia a Israele come Al Kaeda sta alla CIA, e credo di aver detto tutto. Sono gli attrezzi geopolitici di lavoro del super potere militare. Sono le colt del cow-boia.
Ci hanno provato in Ukraina (che fatalità inizia con UK), ma non gli è andata bene, perché Putin non è caduto nella trappola della provocazione, saggiamente mantenendo il conflitto a livello di scaramuccia di frontiera, con il risultato di demolire economicamente le parti più deboli dello schieramento Uccidente, ma il conflitto Ukraino è servito per scaldare gli animi, per preparare la situazione.
E allora, data la testardaggine di Putin di non rispondere alle provocazioni, non restava che decentrare il conflitto, o quantomeno il fatto di decentrarlo era in qualche modo una mossa necessaria per raggiungere l’obiettivo della guerra totale che dai posteri, se ve ne saranno, verrà ricordata come Terza Guerra Mondiale. E quanti piccioni con una sola fava, per Israele.
Quello che stiamo vedendo, non è solo il genocidio di una popolazione inerme, ma una aperta e spudorata provocazione dove le stesse controparti – a differenza di quella russa – ora sono attori consenzienti dello stesso teatrino – o almeno per quanto riguarda Hammas ed Hezbollah è assolutamente lecito pensarlo – e la cosa non gioca di certo a favore di una eventuale pacificazione. Quello che sta accadendo in queste ore a Gaza è di una gravità talmente inaudibile, talmente sproporzionata, che difficilmente potrà mai essere risolta e perdonata, e meno ancora, risarcita. Immaginate che per castigare i mafiosi, lo Stato Italiano bombardasse a tappeto la Sicilia ammazzando letteralmente tutti, uomini, donne e bambini. Quanto potrebbe risultare perdonabile un fatto del genere? Quanti secoli ci vorrebbero per lavare un evento del genere dalla memoria di un intero popolo?
E noi, noi “uccidentali”, siamo i complici, quelli che dalla finestra, osservano e placidamente commentano e tacitamente concordano, ignari del fatto che quelle bombe sui civili sono solo l’antipasto di un conflitto che è deciso debba al più presto espandersi a macchia d’olio, su un territorio di multifocolai multi etnici e multiculturali, dove difficilmente vi saranno margini di fuga e di salvezza.
Per esempio l’Algeria, la preziosa cassaforte del gas che arriva in Uccidente, si trova in una posizione davvero imbarazzata in questo momento, pronta a sposare anche militarmente la causa palestinese, e la Francia è la seconda patria del popolo algerino. Quello che si sta tentando di fare è di trasformare il conflitto militare in conflitto etno-religioso in modo di coinvolgere dall’interno gli stati europei, che già sono in fibrillazione nelle loro componenti multi-etniche. E il fatto che il governo fantoccio italiano – o governo zombi, come avemmo modo di definirlo al suo nascere – si sia opposto ad una richiesta di cessate il fuoco, è una mossa suicida, sicuramente indotta dai cow-boia, per preparare il territorio ad una eventuale quanto da loro auspicata guerra civile.
Il Reset non lo si fa solo con l’economia, ma un autentico Reset necessita di massacri, di carneficine. E questi hanno deciso di massacrare. Recentemente nel titolo di un mio video ho coniato un termine: Uccidente. Chi mi segue sa che mi diletto in questo genere di cose, dai “giochi di parole” agli anagrammi anti-algoritmo. Ho notato che questa calzante ridefinizione ha trovato simpatie ed è stata adottata da molti. Ecco, esattamente questo è il senso: ormai anche noi uccidentali siamo perfettamente coscienti del nostro ruolo storico di massacratori, e nel momento in cui questo disgraziatissimo primato viene messo in discussione da altri competitors – e si fa allusione al possibile nuovo assetto mondiale che vedrà pure l’Iran a gennaio fare ingresso nei Brics – ecco che mandiamo all’aria la scacchiera a pedate. I cow-boia, i grandi sterminatori della storia, hanno deciso di morire portandosi dietro letteralmente tutti. Portandosi dietro la stessa Storia. E con questi pazzi fanatici dovremo fare i conti.
E riguardo all’ingresso di Iran nei Brics a gennaio, esattamente mentre Pluto farà il suo definitivo ingresso in Aquario, segno nel quale transiterà per una ventina di anni, sembra che in termini geopolitici – scambiando sillogisticamente i termini in maniera algebrica – i Brics possano rappresentare l’Aquario astrologico di un Nuovo Ordine Mondiale. Qui ovviamente non si parteggia per nessuno, ma ci si limita ad analizzare, o meglio, a giocare con le associazioni e con le corrispondenze facendoci aiutare dalla bussola dei cieli. Teniamo presente che Plutone, al suo ingresso in Aquario, verrà a trovarsi sul grado esatto sul quale si è prodotta la Conjunctio Media Giove Saturno del 21 dicembre 2020, quindi stiamo parlando di un momento di estrema criticità. Considerando inoltre che in quel momento ci troveremo con uno schema trans-saturniano analogo a quello che accolse la Seconda Guerra Mondiale, io francamente starei molto accorto di questi tempi. Ma quando e dove chi ha le armi vuole fare la guerra, state certi che guerra sarà.

E ora passiamo a dare una occhiata al cielo dell’attacco, ritornando a fare riferimento con quella Venere Ishtar di Akkad o dea della guerra che ci è servita da pretesto, ecco che troviamo quella Venere esattamente posta su quel fatidico grado “caldo” di 29° Leo, quello della Retrogradazione di Ishtar di Akkad, la dea della guerra. Si fa interessante.
Nello Stato di Israele, udite udite! pure troviamo un identico Marte a 28°19’, e la cosa si fa intrigante.
Ora, questo grado zodiacale, 28 Leo, riverbera pure nella carta di Netanyahu, dove troviamo addirittura un Marte al 27° grado del Segno, partilmente congiunto, virtualmente appiccicato. Notevole.

E nella carta dell’Ukraina? Venere a 28°08’. Urka!

E nel cielo del povero dead man walking Zelotto? Saturno! Ci troviamo il Grande Malefico Saturno, su quel grado esatto a 28°49’ Leone. Formidabile. Ma poraccio! Che cattiva sinastria con la Storia! Gli toccherà di tornare a cantare con il culo di fuori e con la chitarra a coprirgli gli zebedei come faceva un tempo, quando non gli era ancora saltato il ghiribizzo di giocare a fare il distruttore di nazioni per conto dei cow-boia ameri-cani. Sempre che ne esca vivo da questa situazione, che i suoi mandanti si sa come sono soliti ricompensare i loro servitori più fedeli.

Ukraina contro Russia, e c’è chi pure ci ha investito del denaro, ma per fortuna la melonara riesce a rilasciare un’intervista a due comici russi con l’accento travestito da africano, e finalmente riesce a dire quello che pensa davvero in presenza di orecchie che l’ascoltano. Che teatro! Che gioco delle parti! E ne vien fuori, ascoltandola tra le righe, che l’Italia è una nazione che a livello internazionale, gode della stessa considerazione del parcheggiatore abusivo, o della custode del cesso. E peccato che siamo la portaerei degli USA sul Mediterraneo, dove questo passaggio in Fuoco di Marte e Venere in Leone, ha decentrato il conflitto per farlo deflagrare espandendolo quanto più possibile. E riguardo agli aspetti economici, aspettiamoci su serio rincaro del gas, sia alla luce delle imminenti posizioni politiche algerine, sia alla luce di quel devastante Marte in II – Casa delle economie dello Stato – nella carta di questo Inverno, nella quale troviamo un altrettanto devastante e poco confortante Saturno al Fondo Cielo, e mi riservo di approfondire altrove e a breve.
Teniamo presente che in congiunzione a quel grado, 29 Leo, vi è la Stella Fissa regale Regulus, il Cuore del Leone, oggi sul primo grado della Vergine, e che sta a significare regnanti e potenti, e in questo periodo storico stiamo assistendo ad un riassetto mondiale veramente totale.
Ci stiamo tuffando con tutto il più candido entusiasmo, tra le nefaste braccia putride della Terza Guerra Mondiale, e siamo quasi al punto di non ritorno. L’unica speranza, a mio avviso, sta nel popolo di Israele, quello che scendeva in piazza per far cadere Netanyahu nel periodo delle rivolte per la riforma della giustizia. Se N. cade, forse sarà per Israele possibile di fare un passo indietro e magari chiedere scusa, ma ci si crede poco.
Il discorso dell’Hezbollah, di Hassan Nashrallah, è stato di un biforcutismo magistrale ma soprattutto convergente con gli interessi e con le intenzioni israeliane, e come poteva essere diversamente?
Nel video di Al Jazeera, dal minuto 14:56 l’Hezbollah si lancia in una giustificazione a lode del “glorioso attacco” sottolineando insistentemente e elogiando più e più volte la segretezza dell’operazione. E può crederci soltanto un “minorato mentana”. “Giustificazione non richiesta, colpevolezza manifesta”, e troppo il santone si sofferma su quel punto assolutamente nevralgico, al solo fine di renderci digeribile una iperbole di incredibilità, che altrimenti non potrebbe mai e poi mai giustificarsi da sola, ma leggiamo le sue parole traducendo letteralmente dal video:
“Ed allora arrivò la gloriosa operazione di Jihad del 7 ottobre […]. L’operazione è stata attivata dai guerrieri di Gaza supportati da guerrieri di altre fazioni di resistenza palesntinesi nella striscia di Gaza. […] Questa “glorious blessed large scale operation” questa gloriosa e benedetta operazione su larga scala, è stata al cento per cento palestinese, sia in termini di decisione che di esecuzione”. Inoltre, i palestinesi la hanno tenuto segreta anche dalle altre fazioni alleate della resistenza palestinese, per non parlare delle altre fazioni di resistenza lungo tutto l’asse di resistenza. Questi elementi di segretezza hanno fatto da perno a questo successo enfatico dell’operazione. È arrivata come una sorpresa, una scioccante sorpresa, al contrario di quanto affermato da molti…” eccetera eccetera e come no…
Poi il santone continua sulla stessa solfa per un’altra abbondante ventina di minuti.
Siamo in una situazione in cui ognuno bagna il pane nel piatto dell’altro, e questo è preoccupante e comunque queste erano le parole dell’Hezbollah, evidenti nella descrizione di una pagliacciata cercando di darcela a bere.
Siamo in un momento tremendo, e Marte vuole i “mart-iri”, e a troppi prudono le atomiche, il cielo dall’inizio dell’anno prossimo si viene a trovare in posizione speculare rispetto a quello che testimoniava alla Seconda Guerra Mondiale, e gli animi sono indemoniati.
Per concludere, vorrei spendere qualche parola riguardo al maltempo in Toscana, che dal punto di vista astrologico è testimoniato da un cielo largamente acquoso, dove troviamo Sole, Mercurio, Marte e Saturno in segni di Acqua. Ovviamente la colpa è dell’incuria degli umani, e non del cielo, il quale, se osservato, ci avrebbe tempestivamente avvertito.
Infine, interessante che il 23 agosto del 1939 vi sia stata una aurora boreale, e un’altra si sia manifestata ieri sera 5 novembre del 2023. La prima non fu evidentemente di buon auspicio, concomitando con l’inizio della seconda guerra mondiale. Questa sembra invece concomitare con la Terza. E detto tra noi, in tempi di guerra climatica ed armi ad energia diretta, assistere a rari fenomeni atmosferici e metereologici, dovrebbe inquietarci non poco. Speriamo in bene e confidiamo nella benevolenza della Natura.
Quindi, i tempi sono pesanti, tremendi e assai perigliosi, e non ci resta che sperare, ma noi che scrutiamo il cielo, però, pure in questo riscontriamo quella stessa perfezione cosmica e divina che ogni cosa pervade con il suo talvolta furibondo amore. E che sia fatta la tua volontà e non la mia.
6-11-2023
Un sincero abbraccio dal Magister Ludi.